IW6MKI  UBALDO   ( ex  IW2BFP ) BACK GUESTBOOK

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IW6MKI ex IW2BFP Ubaldo "Uba"

Sono nato a Bolzano, marzo 1937. Ho vissuto i primi anni di vita a piazza Municipio, in un edifico che verrà distrutto nel corso di un bombardamento. Nel 1994 le macerie erano ancora lì nascoste da un enorme tabellone per la pubblicità, non sò ora. Certi ricordi sono solo dei fotogrammi. Mi vedo piccolo, bussano alla porta, mio padre apre. Un signore comincia a parlare, mio padre risponde con tono gentile e lo invita ad entrare, si avviano verso la camera da letto. Sbalordito li seguo, li trovo affacciati alla finestra e, mentre parlano, indicano una casa di fronte, al di là di un grande giardino, e un punto accanto alla nostra finestra. Scambio di parole gentili, inchini e il signore se ne và. Tempo dopo (quanto?). Bussano, seguo mio padre, sulla porta c' è quel signore, ma non è elegante come la prima volta, ha in mano una cassetta e sul braccio un rotolo di "spago". Vanno verso la camera da letto, il signore si inginocchia, apre la cassetta, tira fuori cose strane e si affaccia alla finestra. Sento battere, chiede dell' acqua ma non la beve, la usa per fare una strana polenta che porta fuori dalla finestra, fà strani movimenti. Mio padre e quel signore parlano, io guardo nella cassetta e vedo un uovo con dei buchi, ma dai buchi non esce niente, quel signore è forse un mago ?  Il mago prende l' uovo bucato lo lega con lo spago e si affaccia di nuovo, fà altri strani movimenti. Quando chiude la cassetta lo spago, l'uovo e la polenta non ci sono più, ancora parole gentili, inchini e se ne và. Comincio a parlare con mio padre, non ricordo nè cosa dissi nè cosa mi rispose, ma una parola ricordo bene, "antenna". Qualche volta mia madre mi faceva vedere i gattini in giardino e vedevo anche quello "spago" che entrava in una finestra della casa di fronte. Papà mi aveva detto che quello "spago" si chiama ANTENNA.
 Come migliaia di altre famiglie, sfolliamo e finiamo a Grauno, un paesino della Val di Cembra. Non ci sono più quei brutti "temporali" (bombardamenti) e tutto sembra bello e divertente, ma un giorno vedo mia madre agitata, mi porta nella piazza del paese dove c'è altra gente. Discutono. Su una finestra bassa viene appoggiato un piccolo armadio, aprono gli sportelli e si vedono delle cose strane. Delle rotelle, una lucetta e un buco con della stoffa da cui esce una musica. La musica finisce, si sente parlare, tutti ammutoliscono e si girano verso quel piccolo armadio. Fanno come in chiesa, ascoltano in silenzio, ma quì ascoltano la voce che esce da un piccolo armadio. Tornati a casa domando a mia madre che cosa era quel piccolo armadio e chi c' era dentro. Di ciò che mi disse mia madre ricorderò per sempre due parole, RADIO e DUCE. Che cosa fosse la seconda parola lo capirò in poco tempo, per la prima stò ancora studiando. Con il tempo capirò che la radio ha bisogno dell' antenna, che si possono sentire anche voci proibite (Radio Londra) e "sentirò" quanta importanza "i grandi" danno alla radio. Finita la guerra in Europa si torna a Bolzano. Mentre gioco con dei compagni in un cortile da una finestra si sente musica provenire da una radio, la musica si interrompe, i pochi adulti presenti nel cortile ammutoliscono e si avvicinano alla finestra da cui veniva la musica, anche dalle altre finestre non viene più alcun suono e sento " Questa mattina la città giapponese di Hiroshima è stata distrutta da una sola bomba di straordinaria potenza lanciata da ........ ". Dov' è il Giappone ? Non lo sò, ma deve essere lontanissimo, giorni di viaggio. Come fà la radio a sapere che cosa è successo poche ore prima in Giappone ? E perchè quando parla la radio i grandi ammutoliscono, cambiano espressione e ci obbligano a non fare rumore ? Questi alcuni degli eventi che indirizzeranno prima i miei giochi, poi gli studi, il servizio militare e infine la vita lavorativa e gli hobby verso l' elettronica in genere e le telecomunicazioni in particolare. Il ricordo di quante cose non capivo, e per questo mi intimorivano, mi ha reso insaziabile in fatto di studi e apprendimento. Il constatare che altri, e non la famiglia, sono stati i veri padroni della mia infanzia mi ha spinto verso tutto ciò che ha il sapore di libertà e indipendenza. Cosa, più della radio e del mare, può dare questo sapore ? A otto anni realizzo una radio a galena, a dieci anni comincia a fischiare il mio primo ricevitore a reazione a tre gamme, a quattordici anni prima supereterodina a due gamme. In seguito questo ricevitore diventerà banco di prova per filtri, preamplificatori e altri marchingegni sino a diventare un vero rottame. Intorno ai sedici anni comincio a trafficare con le valvole "cornute" (VT235), con i tubi ghianda e comincio a riparare radio a parenti e ad amici. I proventi li utilizzo per acquistare un ricevitore che consideravo un sogno, un BC 312 e, a diciotto anni, riesco a realizzare un altro sogno, un BC 221 D. Gli studi imprimono una svolta alle autocostruzioni, ormai mi interessa solo ciò che opera al di sopra dei 100 Mhz. e inizia una scalata sino al 1962, anno in cui ricevo i primi segnali oltre il Ghz. Il BC 312 viene affiancato da un ricevitore canadese e da altri ricevitori ex U.S. Air Force, la strumentazione è quasi tutta surplus militare U.S.A. e/o autocostruita. Nel frattempo (1959/61) ho fatto il servizio militare, Scuola Trasmissioni nella Città Militare della Cecchignola prima, assegnato poi ad un battaglione sperimentale dell' Arma delle Trasmissioni sono inviato in missione su un ponte radio dell' Italia centrale per sei mesi e per altri tre mesi su altro ponte radio di un' isola del Tirreno. Ottima esperienza su ponti di produzione U.S.A. operanti in micro-onde. Nel 1963 inizia la mia vita lavorativa a Milano nel campo delle telecomunicazioni di un Ente di Stato. Come autocostruttore metto in piedi una strumentazione ex novo e ricomincio con ricevitori per i due metri. Per un paio d'anni non faccio più nulla in casa perchè pienamente soddisfatto dell' attività lavorativa (strumentazione inaccessibile a privati) e perchè conosco Mimma. Divenuto radioamatore (IW2BFP) il mio interesse per le VHF e superiori si risveglia e anche Mimma diventa I2YOT. Il seguito della nostra storia lo potete leggere alla pagina di Mimma ora I6YOT . Perchè UNA storia ? Perchè abbiamo gli stessi interessi.

 

                 

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Avevo superato l'esame di ammissione alla scuola media inferiore da pochi giorni e avevo ricevuto, tra i vari regalini, anche dei soldini. Spesi ben 40 ( quaranta ) Lire per questo libro acquistato da un venditore ambulante (su triciclo) alla periferia di Bolzano. Per parecchio tempo i miei genitori non mi permetteranno di uscire con più di 15 Lire in tasca.
Foto sotto, notare le date. Il prezzo di copertina risulta essere di 41 centesimi.
 
         
A sinistra la 6A8G con cui realizzai la mia prima
supereterodina. Accanto alla valvola uno dei due
gusci che costituiscono lo schermo. Tali gusci,
serrati dall'anello visibile sotto, sono collegati al
piedino 1 tramite la linguetta a lato dello zoccolo
e quindi, quando la valvola è infilata sul portavalvole,
sono messi a massa (telaio metallico).
A destra.Ingrandimento delle diciture
SCARTO ESTETICO - SPACCIO AZIENDALE -
FUORI COMMERCIO.Per alcuni anni, nel dopo
guerra,i componenti abbordabili sono questi e i
residuati bellici. Il mercato del surplus è ancora
poco noto e poco diffuso.



Il triodo con cui, sedicenne, realizzai un ricevitore reazione per frequenze al di sopra dei 100 Mhz.
 


Ultimo anno di I.T.I.S. Stiamo eseguendo misure  per la valutazione su prototipi di ricevitori  televisivi inviatici da una industria nazionale. Le trasmissioni televisive inizieranno tre anni  dopo. Sono il II° da sinistra, con il puntale  in mano.

 Durante i 5 anni di I.T.I.S. ne combinerò di ogni genere, dal plastico ferroviario alla pirateria !!!! Foto a lato. Due dei componenti del mio primo trasmettitore H.F. Il mastodontico quarzo parla da solo, la valvola è la 6T, versione militare italiana della 807.Il modulatore aveva come finale un controfase di 6V6, il trasformatore di modulazione era un primario per controfase su cui avevo avvolto (a mano) il primario di altro trasformatore di uscita, il pacco lamellare era di un trasformatore di alimentazione bruciato.Un pezzo di cornetta telefonica con una capsula a carbone, su cui spiccava (e spicca ancora oggi) una svastica,costituiva il microfono e il ricevitore era il BC 312. Non cito il nominativo usato, ma per circa 2 anni nessuno sospettò nulla. Un giorno ricevetti la visita di un OM che abitava a 100 m. da casa mia. La paura mi fece diventare meschino, gli dissi chi era mio padre e se ne andò. Dopo pochi giorni mio padre venne a casa durante l'orario di ufficio e senza salutare nessuno mi disse " Smonta il trasmettitore, SUBITO ". Ritornò in ufficio a smontaggio ultimato.
Anni 1950-56, i miei primi transistor al germanio serie europea OCxx.
Una industria USA ravvisava la necessità di standardizzare i contenitori (case) e le sigle identificative, ma ci vorranno alcuni anni prima di arrivare agli attuali standard.  
Da sinistra: OC45. Essendo incapsulato in materiale acrilico trasparente, togliendo la vernice nera, funzionava anche come fototransistor. Al centro un OC77 e il "bullone" un OC16 con accanto la dotazione di accessori per il montaggio su lastra di rame (in alto 2 rondelle di mica). Gli accessori erano inclusi nella confezione in cartone contenente l' OC16. Tale transistor, secondo i dati della Mullard, poteva dissipare ben 24 W. Il reoforo giallo è la base, quello nero è l' emitter e il corpo è il collettore. Inizialmente si potevano acquistare solo per corrispondenza dalla Germania o dall'Inghilterra e l' OC16 non mi risulta sia mai stato reperibile in Italia.
    Foto a lato. Prima valvola a destra, la 9002 con cui realizzai il mio primo grid dip meter.  Le altre 2 valvole sono tubi ghianda (954, 955) con cui realizzai il primo convertitore per i 70 cm.
 I due tubi di ottone con strane appendici sono i miei primi oscillatori a transistor (AF239). Transistor acquistati in Germania per corrispondenza, perchè in Italia
non erano ancora reperibili.
Gli oscillatori sono a linee concentriche (430-500 Mhz).



 29/12/2005  Le nostre antenne al termine di una bufera di neve. Sul palo in primo piano (15.20 m.) dipoli multipli, unica discesa, per HF. Sul palo in secondo piano, dal basso, direttiva per i 2 m., direttiva per i 70 cm. e, fuori campo, direttiva per i 23 cm. Dallo shake ogni direttiva può essere fatta ruotare di 90° attorno al proprio boom, per il cambio di polarizzazione. Tutto autocostruito, e installato con il solo aiuto della XYL I6YOT, nell'estate del 1998.


      
PAGINA AGGIORNATA IL XX/XX/2012
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